Oggi a Genova 

Caldo, Genova prepara una rete di “oasi fresche” per anziani e fragili: negozi, musei e biblioteche aperti contro l’afa

Il Comune integra il Piano caldo “Estate Sicura 2026” con nuove misure territoriali: spazi climatizzati, sportelli nei Municipi, custodi sociali, piscine, spiagge accessibili e punti acqua per proteggere le persone più esposte durante le ondate di calore

Una rete di luoghi freschi, servizi di prossimità e presidi territoriali per proteggere anziani, persone fragili e cittadini più esposti durante l’estate. Il Comune di Genova integra e rafforza il programma di azioni per la stagione calda, affiancando al Piano caldo “Estate Sicura 2026” un nuovo piano comunale che mette insieme welfare, cultura, commercio, ambiente, sport, protezione civile, Municipi, terzo settore, associazioni e sindacati dei pensionati. L’obiettivo è costruire una risposta più capillare alle ondate di calore, partendo da una constatazione ormai evidente: il clima è cambiato, la popolazione genovese è sempre più anziana e le misure ordinarie non bastano più.

Il confronto si è svolto questa mattina nel corso di un incontro coordinato dall’assessorato al sociale, guidato da Cristina Lodi, con tutte le direzioni comunali coinvolte, le organizzazioni sindacali dei pensionati, gli enti del terzo settore, le associazioni e i Municipi. Il nuovo piano non sostituisce quello sociosanitario già previsto, ma lo integra con azioni aggiuntive: spazi climatizzati accessibili, informazione di prossimità, supporto domiciliare, attività sociali, monitoraggio delle persone più vulnerabili e una mappa dei luoghi dove trovare sollievo nei giorni più critici.

La novità più immediata è rappresentata dalle “oasi fresche”, una rete di spazi distribuiti nei quartieri dove cittadini e cittadine potranno entrare durante le giornate più calde. Ne faranno parte esercizi commerciali, biblioteche, musei, sedi pubbliche e centri di aggregazione. La proposta, sviluppata anche attraverso l’assessorato al commercio e turismo di Tiziana Beghin, è stata accolta da Confcommercio, Confesercenti e Camera di Commercio, con l’esposizione di una locandina dedicata per rendere riconoscibili i punti aderenti.

«Siamo arrivati a questo nuovo Piano grazie a un intenso lavoro interassessorile che ha coinvolto tutti gli assessori e molte direzioni dell’ente», spiega Cristina Lodi. L’assessora sottolinea il contributo dei sindacati dei pensionati, degli enti del terzo settore, delle associazioni e dei Municipi, che avranno un ruolo centrale nell’applicazione concreta delle misure. Il percorso, ricorda, nasce dalle proposte presentate dai sindacati dei pensionati nel gennaio 2026, recepite dall’amministrazione e trasformate in un pacchetto di azioni operative.

Per Cristina Lodi, la tutela delle persone fragili durante l’estate deve diventare una responsabilità condivisa dell’intera amministrazione. «Il clima è profondamente cambiato, così come anche la popolazione della nostra città: per questo è necessario che vengano messe in campo tutte le azioni necessarie a tutela delle fasce deboli e delle persone fragili. Abbiamo gli strumenti, abbiamo gli spazi idonei e abbiamo personale qualificato. La buona amministrazione passa anche e soprattutto dalla cura nei confronti dei cittadini».

Il piano coinvolge più assessorati e settori comunali. Alla protezione civile, seguita dall’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, spetterà un ruolo nella gestione delle fasi di allerta e nel raccordo con le misure di prevenzione. L’ambiente, con l’assessora Silvia Pericu, e il verde e l’urbanistica, con l’assessora Francesca Coppola, saranno coinvolti nella mappatura dei rifugi climatici, dei corridoi verdi urbani e dei punti acqua, oltre che nell’individuazione delle aree verdi da rendere più fruibili nelle ore meno critiche. La sicurezza urbana, con l’assessora alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi, la partecipazione e il patrimonio, con l’assessore Davide Patrone, la cultura, con l’assessore Giacomo Montanari, la scuola e le pari opportunità, con l’assessora Rita Bruzzone, e la mobilità, i trasporti e i rapporti sindacali, con l’assessore Emilio Robotti, contribuiranno ciascuno per le proprie competenze.

Tra le azioni previste c’è il potenziamento degli strumenti di supporto agli anziani, anche attraverso gli sportelli digitali presenti nei Municipi, il rafforzamento dei servizi di monitoraggio e assistenza domiciliare, il coinvolgimento dei custodi sociali e delle reti territoriali già attive nei quartieri. Una parte del piano sarà dedicata anche alla socializzazione e al contrasto della solitudine, uno dei fattori che durante le ondate di calore può rendere più rischiosa la condizione delle persone fragili, soprattutto se vivono da sole o hanno minori possibilità di spostarsi.

Il Comune punta anche su accessibilità e fruizione degli spazi cittadini. In caso di allerte per il caldo sono previste agevolazioni e gratuità in piscine e impianti sportivi, mentre verranno ripristinate e migliorate le spiagge accessibili rispetto agli anni precedenti. Saranno inoltre mappati i punti acqua e i rifugi climatici e verranno individuati corridoi verdi urbani per favorire spostamenti più protetti nelle giornate più calde. Alcune aree verdi potranno prolungare gli orari di apertura, così da offrire luoghi di sollievo nelle fasce più adatte della giornata.

Un ruolo importante sarà affidato anche a biblioteche e musei civici, che potranno diventare punti di accoglienza climatizzati, ma anche sedi di attività informative, culturali e sociali rivolte in particolare alla popolazione anziana. L’idea è trasformare luoghi già presenti sul territorio in presidi contro l’isolamento e il disagio climatico, facendo convergere in una stessa rete servizi pubblici, attività commerciali, cultura e solidarietà di quartiere.

Il nuovo piano estate del Comune nasce quindi come un dispositivo integrato, pensato per agire prima dell’emergenza e non solo durante le giornate di allerta. Le misure saranno affiancate al Piano caldo “Estate Sicura 2026” e dovranno essere progressivamente messe a terra nei territori, con il coinvolgimento dei Municipi e delle reti locali. La sfida sarà rendere riconoscibili, accessibili e realmente utilizzabili i servizi, affinché chi è più fragile sappia dove andare, chi chiamare e su quale supporto contare quando l’afa diventa un rischio concreto.


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